Viticoltura sostenibile

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Viticoltura sostenibile: più resa e meno spesa

Il concetto di base di una gestione sostenibile delle aziende vitivinicole è l’ottimizzazione delle produzioni, accompagnata dal rispetto delle risorse ambientali e dall’aumento del grado di redditività della coltura. Ciò può essere perseguito mediante lo sviluppo di modelli produttivi che prevedano il perfezionamento dell’uso dei fattori impiegati, siano essi di natura ambientale (come la corretta gestione dei suoli e delle risorse idriche) o di origine esterna (quali la riduzione di prodotti fitosanitari, concimi e ammendanti).

L’insieme delle tecnologie e delle conoscenze che permettono di monitorare le risposte vegeto-produttive delle piante prende il nome di Agricoltura di Precisione. L’obiettivo è quello di adeguare la gestione agronomica dell’appezzamento sulla base della variabilità osservata. Tale tecnologia si basa sulla possibilità di monitorare (in modo non distruttivo, ripetibile ed economicamente poco oneroso) le colture con sensori di varia natura e con una accuratezza del dato tale da garantire il massimo dettaglio delle informazioni raccolte.

La capacità di acquisire i dati dall’alto, mediante droni, riduce al minimo l’impatto sull’operatività delle realtà agricole fornendo informazioni rapide e puntuali sulle problematiche delle colture e sulla loro gestione sostenibile. Le operazioni di volo sono concordate preventivamente  col cliente ed ottimizzate sulle esigenze reali al fine di ridurre i costi. Oltre alla sostenibilità delle proprie pratiche agricole, riducendo anche del 40% l’utilizzo di prodotti non naturali, si aggiunge quindi anche l’economicità di un servizio rapido, concreto ed efficace.

L’azienda agricola: Guado al Melo

Il vigneto di Guado al Melo è situato nella zona di Bolgheri, in provincia di Livorno. L’area è circondata da uno splendido paesaggio di uliveti e boschi che ne fanno una zona con un clima particolarmente mediterraneo con inverni miti ed estati calde con piovosità scarsa. I vigneti sono caratterizzati da un’alta densità di impianto (oltre 8000 ceppi per ettaro) e da una bassa resa (1Kg d-uva per pianta). La forma d’allevamento è il cordone speronato. I vitigni coltivati appartengono alla tradizione bolgherese quali il Sangiovese,il Cabernet sauvignon, il Petit Verdot e il Merlot. L’estensione attuale è pari a 27 ettari.

I terreni di Guado al Melo sono rappresentati da due tipologie prevalenti, formatesi coi detriti alluvionali della Fossa di Bolgheri. Il primo è formato da suoli originatisi da vecchie alluvioni stratificate con depositi sabbiosi eolici superficiali, ricchi di scheletro, ben drenati e profondi. Il secondo tipo è costituito da suoli su terrazzi e versanti ondulati, argillo-sabbiosi, con abbondante presenza di scheletro. Questi terreni presentano caratteristiche di bassa fertilità, buon drenaggio ed un’adeguata profondità

Acquisizione dati sul campo

L’acquisizione dei dati è stata effettuata per un’ampiezza del vigneto di circa 10 ha, ed eseguita in poche ore senza disturbare le operazioni di manutenzione delle vigne e senza l’utilizzo di mezzi su gomma. Non sono stati utilizzati carburanti nè calpestato il terreno adiacente ai vitigni, nel più completo rispetto delle coltivazioni e quindi nell’ottica del principio di sostenibilità ambientale.. I tempi ed i modi di rilievo sono stati a priori concordati col committente, pianificando le operazioni nel minimo dettaglio in termine di risoluzione al suolo, sovrapposizione dei fotogrammi etc. Il velivolo è pilotato da piloti certificati nel pieno rispetto delle normative vigenti.

Piano di Volo

Elaborazione

Il rilievo aereo è quindi pianificato e realizzato secondo le regole rigorose della fotogrammetria aerea, in modalità totalmente automatica. Il sorvolo restituisce fotogrammi e metadati (GPS/INS) tra loro mosaicabili in modo preciso e ripetibile. Il risultato è una mappa multispettrale ad alta risoluzione spaziale e radiometria corretta sulla base della luce incidente. Il rilievo può essere ripetuto a cadenza regolare o una tantum, personalizzato sulle specifiche esigenze della coltura. Dalle immagini telerilevate si estraggono più indici vegetazionali tra cui il Vigore Vegetativo.

La prima informazione che si ottiene dalle mappe di vigore è la suddivisione del vigneto in aree omogenee, al cui interno le piante manifestano comportamenti simili tra loro. Da qui si possono eseguire campionamenti in campo mirati per ogni area omogenea. Il primo risultato è quindi quello di una corretta pianificazione delle attività in campo con conseguente risparmio di tempo e risorse. I campionamenti e le mappe telerilevate sono comunque solo da considerare degli strumenti conoscitivi che necessitano di una fase interpretativa del tecnico agronomo per non rimanere fine a se stesse.

 

Interpretazione

In fase di interpretazione a partire dalle mappe di vigore e dai campionamenti in situ possono essere estratte le mappe derivate, rappresentando sul vigneto la distribuzione di tutte le principali caratteristiche dagli zuccheri, all’acidità, al contenuto in antociani etc. Le mappe derivate restituiscono un “checkup” completo del vigneto. L’ultimo step è quello di tradurre tutte le informazioni ricavate in indicazioni agronomiche e concrete utili alla gestione delle pratiche agricole, sia manuali come potature, diradamenti, etc (con mappe di prescrizione che indicano differenti strategie di intervento) sia meccaniche (con mappe VRT- Variable Rate Technologies  che danno indicazioni in regime di dose variabile per macchine agricole specifiche).

Sintesi

Adottare pratiche di viticoltura di precisione applicate ad uno sviluppo sostenibile si traduce nel dare solo quello che serve, dove serve e quando serve. È una novità assoluta non solo nel panorama vitivinicolo, ma nell’intero settore agroalimentare.

Mappe tematiche

Dai rilievi aerei multispettrali e dai campionamenti si ottengono mappe tematiche, dirette ed indirette. Le prime consistono in mappe multispettrali, termiche etc ricavate direttamente dai rilievi e successivo postprocessing (geometrico e radiometrico), le seconde comprendono indici vegetazionali (NDVI etc), mappe derivate (contenuto in zuccheri, antociani, acidità etc), mappe di prescrizione (concimazione differenziale, diradamento etc) e mappe VRT (trattamenti fitosanitari differenziati etc).

Cinetica di Maturazione

L’attività di vendemmia si presta molto bene alla gestione sito-specifica del vigneto sia manuale (o meccanica assistita) sia automatizzata. La cinetica di maturazione è valutata individuando parametri discriminanti la destinazione enologica delle uve e che manifestano variazioni significative all’interno del vigneto. Talvolta i risultati enologici possono portare anche all’ottenimento di vini radicalmente opposti, aumentando la qualità ed ottimizzando la produzione con evidenti guadagni da parte del viticoltore.

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